Il progetto

Il progetto di digitalizzazione dei periodici della Provincia di Cuneo conservati nelle Biblioteche e negli Istituti culturali ha concretamente preso avvio nel 2002, con la scelta da parte di ciascuna Biblioteca partecipante di una rivista di particolare pregio con la quale iniziare la digitalizzazione e, contestualmente, con la stesura, particolarmente curata dal punto di vista tecnico (grazie alla collaborazione con il CSI Piemonte) e amministrativo, del relativo Capitolato d’appalto.
 
L’iniziativa, finanziata in gran parte dalla Regione Piemonte, dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo e dalla Provincia di Cuneo riveste una importantissima valenza culturale, rispondendo a due fondamentali esigenze:
- La migliore conservazione del materiale indicato (sottratto con l’utilizzo dei supporti elettronici alla quotidiana consultazione);
- La facilitazione delle ricerche, in specie per ciò che concerne la storia locale (i supporti elettronici, siano essi internet o semplici CD-rom, consentono di svolgere indagini e ricerche a più livelli, con velocità e precisione).

Nella prima tranche del progetto sono state prese in considerazione tutte le pubblicazioni di periodici storici di interesse locale appartenenti alle otto biblioteche aderenti, a partire dall’inizio delle pubblicazioni per giungere sino al 1945. Al periodo temporale indicato si è derogato per l’Istituto storico della Resistenza, che ha potuto fornire materiale stampato sino al 1956.

Nel corso dei sei anni trascorsi, tenendo conto delle ovvie difficoltà derivanti dal trattamento di materiale estremamente difforme, si è così coperto un arco temporale di un secolo: ben 35 diverse testate, alcune delle quali nate e scomparse in un periodo molto breve, altre ancora oggi pubblicate con l’originaria denominazione o con più variazioni, sono state in tal modo trattate, riprodotte su microfilm e digitalizzate.

Le continue evoluzioni storiche, che si sono riflesse nella periodicità e nella pubblicazione delle riviste, ma anche i progressi tecnici registrati in un periodo così ampio e il frequente cambio dei formati, hanno fatto sì che pressoché ogni testata andasse analizzata e trattata diversamente, sia per la produzione delle pellicole di microfilm, sia per la ripresa digitale.

Il numero delle testate da considerare non è probabilmente destinato, nel complesso, ad aumentare, anche se molti periodici, soprattutto di lotta operaia e giornali di fabbrica, tra anni Cinquanta e Sessanta, nascono e muoiono in breve tempo. Al contrario, alcune importanti testate accrescono la loro periodicità, il numero di allegati e supplementi e, soprattutto nei decenni più recenti, le pagine in modo esponenziale. Ciò farà sì che il numero delle immagini da trattare, anche se in un arco temporale più breve, sarà, alla fine, molto più ampio del lavoro sin qui svolto.

Il Responsabile del progetto
Giovanni Battista Menardi


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